September 7, 2026
Prima le fondamenta.
Perché il nostro nuovo headquarter si chiama The Ground.

Perché il nostro nuovo headquarter si chiama The Ground.
Abbiamo un nuovo headquarter, e ci siamo appena entrati. L'edificio che abbiamo preso in mano era un guscio grezzo, e questo ci ha lasciati liberi di partire da un'idea. Prima abbiamo stabilito che cosa quel posto doveva rendere possibile, e il progetto è venuto dopo: gli spazi, i materiali, il modo in cui le persone si incontrano. Quell'idea veniva da un disegno cominciato anni prima, e aveva già un nome: The Ground.
Quel nome l'abbiamo dichiarato per la prima volta il 31 marzo, al nostro Annual Meeting, dove centoquaranta colleghi hanno guardato un video di novanta secondi: muri grezzi, ponteggi, un cantiere aperto, e sopra la musica di Bach. Alla fine una schermata con il nome, The Ground, e sotto una didascalia: «Prima le fondamenta».
Chi conosce JSB sa che il nome stesso dell'azienda nasce da un'ispirazione musicale, da Johann Sebastian Bach. E anche questa volta siamo tornati alla musica per trovare le parole giuste.
Nel linguaggio musicale barocco, e in particolare nella tradizione inglese, esiste un concetto che si chiama Ground, cioè una forma particolare di basso ostinato: una linea di fondo, affidata a uno o più strumenti, che si ripete nel corso del brano, ne sostiene l'armonia e ne scandisce l'andamento.
A un concerto il pubblico esce canticchiando le melodie che stanno «sopra», e quelle melodie stanno in piedi perché «sotto» qualcuno tiene fermo il giro. È il basso, il Ground, il terreno, le fondamenta a rendere possibile la libertà delle voci: si intrecciano, improvvisano, si rincorrono nel contrappunto, e restano distinte l'una dall'altra proprio perché possono contare su qualcosa di stabile: le fondamenta.
Questa è l'immagine che usiamo da tempo per raccontare la cultura di JSB. Le Voices sono i nostri colleghi: le idee che portano, i progetti che seguono, i modi diversi in cui ciascuno contribuisce. Il Ground è il nostro terreno comune: il metodo, le regole e i processi, i valori e i comportamenti che ci aspettiamo gli uni dagli altri, e la fiducia. Tutto ciò che rende quel contributo possibile senza doverlo reinventare ogni volta da zero. È la condizione che permette a una voce di alzarsi e di farsi sentire.
Il nuovo headquarter nasce da questa idea, portata dentro lo spazio fisico. Chi in JSB dice Ground parla del terreno comune, e l'edificio è il posto che lo rende visibile. Gli uffici sono progettati per rendere possibile quel modo di lavorare. Le sale, gli spazi comuni e la tecnologia che li accompagna stanno lì per sostenere le voci di JSB.
Un piano intero, il primo, è dedicato al tempo che si passa fuori dalle scrivanie: si esce dall'ufficio, si sta più comodi, e spesso si continua a ragionare con qualcuno che fa un altro mestiere. Lì dentro stanno anche le sale riunioni, e la luce, i colori e le piante sono stati scelti per quello che ci deve succedere dentro.
Ci abbiamo messo cura anche nel farlo bello, e la bellezza, in JSB, la prendiamo sul serio. Riconoscerla è una facoltà che ci portiamo dietro da centinaia di migliaia di anni e che condividiamo con altre specie: Lorenzo Bartalesi, che insegna estetica alla Scuola Normale Superiore di Pisa, nel suo saggio Storia naturale dell'estetica la racconta come un tratto che l'evoluzione ci ha lasciato in dote.
Se le cose stanno così, il posto in cui si passano molte ore al giorno lascia un segno su chi ci sta. E quel segno lo lasciano le cose di cui dopo un mese nessuno parla più: com'è la luce, che materiali hai intorno, quanto rumore ti arriva. Della novità ti stanchi in fretta, il resto continua a lavorare anche quando non ci fai più caso. Chi passa le giornate in un posto curato sta meglio e rende di più. Sono cose che qualcuno ha misurato, e che ognuno di noi sa per esperienza propria.
Nell'idea iniziale c'era anche il seguito: una parte dell'edificio è ancora un cantiere, e la fase due aggiungerà altri spazi. Nasceranno dallo stesso ragionamento, e serviranno a dare più respiro alle voci di JSB. Apriamo un luogo che continua a crescere, ed è il modo giusto di entrarci.
Prima delle voci ci vogliono fondamenta solide. E adesso che quelle fondamenta hanno un indirizzo, un tetto e delle porte che in questi giorni si aprono, tocca a noi la parte più bella: suonarci sopra.
150 Voices. One Ground.
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