Covid-19 | Tecnologie innovative in risposta alla crisi | visione del futuro

Il primo dei Tech Talk dedicato agli argomenti “caldi” del momento e proiettati al futuro si è aperto con l’appuntamento dedicato a “COVID-19: come avremmo risposto con la tecnologia del futuro? Scenari e proiezioni sulla lotta alle pandemie nei prossimi 20 anni”.

Il talk, moderato da Jacopo Montigiani, Direttore Generale di JSB, ha visto la partecipazione di Duccio Micela, JSB Software Project Specialist e Leone Tronconi, Innovation Manager di Timenet Srl.

Guardando in questo momento alla situazione COVID 19, in tutti i contesti abbiamo grande difficoltà nel parlare con dati alla mano e perfino a raccoglierli, perché?

[Duccio] Ereditiamo dal passato una proliferazione di sistemi fatti a silos, che non comunicano tra loro e in cui ognuno è fatto con la propria struttura: un paragone che mi piace è quello edilizio, in cui è evidente che le città più antiche abbiano differenti evoluzioni del piano regolatore, ognuna indipendente dalle precedenti. Il risultato è un elenco di sistemi che non comunicano e che creano rallentamenti nella circolazione dei dati, proprio come il piano regolatore citato sopra crea rallentamenti nella circolazione del traffico. Leggevo ad esempio che per quanto riguarda il numero dei contagiati di COVID, oltre all’incertezza nota a tutti dovuta al fatto che il numero dipende fortemente dal numero di quelli sottoposti a un test, va tenuto conto anche dell’eventuale ritardo nelle risposte dovuto al sovraccarico dei laboratori che li conducono e quindi la non contemporaneità, per citare uno dei parametri ALCOA che abbiamo nella pratica clinica, ma addirittura anche il fatto che una stessa persona potrebbe essere sottoposta diverse volte al tampone e quindi contata in multipli.

E per quanto riguarda le infrastrutture?

[Leone] Ecco alcuni dati per dimensionare il “problema”. Possiamo capire molto guardando le statistiche di traffico MIX o analizzare il picco di traffico su WhatsApp: in Italia le chiamate di gruppo, in termini di tempo, su Messenger e Whatsapp sono aumentate di oltre il 1.000% . Quello che sta succedendo porta a un paragone tra la Rete Internet e la rete stradale e autostradale: quest’ultima è progettata per un “traffico medio”, cosa succederebbe se fossimo costretti a spostarci in auto senza poter più andare piedi, in autobus, treno, metro, aereo?

E per “domani” che visione abbiamo?

[Leone] Sicuramente cambierà ed in parte è già cambiata l’abitudine d’uso della rete Internet. Oggi le “poche” aziende che ancora lavorano sviluppano +30% di traffico rispetto a febbraio. Quando tutte le attività riapriranno, le connessioni Internet delle nostre aziende, che andavano correttamente dimensionate per le esigenze di febbraio, potrebbero essere sottodimensionate. Per il domani ci sarà bisogno di una maggiore velocità a disposizione degli utenti, di una maggiore connessione tra le cose, della necessità di gestire nativamente le priorità.

Per quanto riguarda gli applicativi che usiamo oggi, qual è la visione per il futuro? Che strada o strumenti abbiamo per arrivarci?

[Duccio] Avere risposte immediate grazie a integrazione tra i software e di conseguenza automatizzazione, velocità e sicurezza. Avere in pratica delle piattaforme “che si parlano”, senza dover reinserire i dati tutte le volte o preoccuparsi di riconciliazioni. Avere una piattaforma unica che permetta di guidare l’accesso ai dati sottostanti in modo pronto all’uso e protetto da uno strato di sicurezza intelligente, che consenta di estrarre reportistica ad hoc (business intelligence), data mining (esplorare nuove correlazioni tra i dati) e tutti gli algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale per ottenere informazioni in modo induttivo a partire dai dati a disposizione.

Ci sono altri aspetti tecnologici che potrebbero un domani cambiare il modo di affrontare una nuova crisi a 10/20 anni?

[Leone] Analizzerei ad esempio due aspetti: il modo di ricevere/trovare informazioni e il modo di tracciare il malato: ex-ante (capisco che sei malato); ex-post (seguo il tuo successivo decorso).

Per quanto riguarda il primo punto:

  • Oggi il modo di ricevere o trovare informazioni avviene chiedendo a fonti non ufficiali come web e social media che possono presentare problemi di attendibilità o fonti ufficiali come numeri verdi che possono presentare problemi di raggiungibilità.
  • Domani il modo di ricevere o trovare informazioni sarà attraverso l’Intelligenza Artificiale, ad esempio Chat Bot (un esperimento in fase di sviluppo con Awhy. In questo modo anche le fonti ufficiali avranno una raggiungibilità illimitata (risponde un “Robot” e non un umano) e ci sarà un’esperienza d’uso “naturale” e multicanale (Web/WA/Telegram/FB Messanger).

Per quanto riguarda il modo di tracciare il malato:

  • Oggi avviane in modo “manuale”: capisco che sei malato, la prima diagnosi lasciata alla “soggettività” del paziente, la successiva al il contatto “diretto” del medico. È molto difficile prevedere “focolai”. Seguo il tuo decorso che è oggi uno degli aspetti complicati.
  • Domani il modo di tracciare il malato passerà attraverso IoT: ad esempio attraverso indossabili sempre connessi ad internet che misurano costantemente alcuni dati clinici (temperatura, battito, pressione, saturazione, etc.). Un esempio qui. In questo caso capisco che potresti essere/stai per ammalarti, ti “avviso” (non sei tu che avvisi me), individuo in tempo reale possibili “focolai”, seguo costantemente il tuo decorso.

Leggendo questo articolo di Nature ha colpito molto vedere un “voto” blockchain più basso degli altri, eppure tante volte ci siamo detti che gli impatti positivi di blockchain sulla vita di tutti saranno molto alti. Perché?

[Leone] Il motivo è che l’articolo è centrato sul punto di vista “impact on public-health strategies” quindi dal lato “sanità pubblica”, però sarebbe ugualmente importante e interessante valutare il punto di vista dell’impatto sui singoli individui. In questo caso, prendiamo ad esempio la voce “Insurance claims”, che ha un voto molto basso, e pensate di avere un sistema che semplicemente inserendo i dati di cartella clinica scatena direttamente la richiesta di copertura assicurativa, perché di questo stiamo parlando (grazie appunto a blockchain). Direi che l’impatto positivo per il paziente è evidente e immediato, specialmente perché avviene durante una situazione di disagio e addirittura malattia dell’individuo che è colpito, che quindi ha certamente altri pensieri.

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