“Bitcoin e Blockchain: tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere” - workshop organizzato da JSB Solutions in collaborazione con Timenet

“Tutto inizia da una pizza e una birra, siamo al ristorante e ci chiediamo: chi paga? Come? Contanti o carta di credito? E se potessimo pagare con Bitcoin?” Così un evento ordinario della nostra vita può far nascere interrogativi, che a volte rimangono semplici domande, altre volte generano discussioni, si ripropongono nel tempo e nella migliore delle ipotesi generano nuove idee. Inizia con questa immagine l’introduzione di Leone Tronconi, Co-Owner Timenet al workshop “Bitcoin e Blockchain: tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere” che si è tenuto lo scorso 11 aprile. Il passaggio sembra semplice, quasi naturale, dalla banconota si passa alle transazioni digitali tramite bancomat, carte di credito, bonifici bancari per arrivare alle transazioni di Bitcoin.

Ma cosa cambia? “Cambia il paradigma della fiducia, ci fidiamo sempre meno delle istituzioni e sempre più dei singoli individui” spiega Jacopo Montigiani, General Manager JSB, spostando l’attenzione dai bitcoin alla tecnologia che sta dietro questa nuova valuta digitale: Blockchain. Di chi possiamo fidarci veramente nell’era della digitalizzazione e della decentralizzazione? Probabilmente le istituzioni e gli enti su cui ponevamo la nostra fiducia non sono più totalmente affidabili e così le relazioni si trasformano e la reputazione diventa un valore fondamentale per indirizzare la nostra fiducia. E allora perché dovremmo fidarci proprio di Blockchain? Pensiamo alle tante opere d’arte scomparse durante la seconda guerra mondiale, alla contraffazione dei farmaci o alla filiera ittica. Con Blockchain sapremmo esattamente dove si trovano, da dove provengono e dove andranno questi prodotti. Blockchain è la grande catena che rende sicure le cose.

Quindi con i Bitcoin possiamo pagare una pizza, con Blockchain possiamo effettuare transazioni sicure, ma è chiaro il significato di queste due parole? Con l’intervento dell’esperto Sebastian Zdrojewski, CTO di Rivoluzione Digitale, le cose iniziano a farsi più chiare. Blockchain è tecnicamente un Distributed Transactional Database System, dove le informazioni vengono immagazzinate, distribuite in tutti i blocchi che ne fanno parte, fatte transitare da un blocco a un altro senza potere essere mai modificate: pensiamo a un blocco di granito su cui facciamo un incisione. Pro e contro, tante possibilità di applicazione ma anche incertezze e dubbi che lasciano ancora molte domande aperte.

Domande a cui sembrano aver già dato risposte i miners Gabriele Angeli e Gabriele Stampa di Bitminer Factory, primi in Italia ad aver sviluppato un sistema di mining professionale, un impianto produttivo di criptovaluta, “una miniera di bitcoin”. Dal cestello di una lavastoviglie come primo miner alla costruzione del primo impianto il passo è breve, arrivando in un anno a 500 miner computer e oltre 100 minatori attivi, pronti a trasformarsi a breve in una Mining Company europea.

E allora, tra esperti tecnici, professionisti del settore che hanno una visione chiara del futuro, scettici e aziende che stanno valutando le possibilità di applicazione di questa tecnologia, come fare ad anticipare il futuro in questa complessa fase di early adoption? È stato scelto di abbassare le barriere e aprirsi a professionisti, istituzioni e aziende, anche dello stesso settore; lasciare da parte lo scetticismo per sviluppare idee e progetti che portino vantaggi per tutti. È con questo obiettivo che nasce il Blockchain Life Science Lab, progetto presentato durante il workshop a cui hanno già aderito aziende tra cui Timenet, Rivoluzione Digitale, Bitminer Factory, Qstep e l’Università di Firenze. Una rete che basandosi su nuovi sistemi di fiducia cercherà risposte e creerà nuovi progetti ed eventi legati all’applicazione di Blockchain, con un particolare focus nel settore Life Science.